“Per celebrare i leggendari costumi dei Cerratelli non basterebbe il tempo di una vita”

M.o Franco Zeffirelli

 

La Fondazione Cerratelli nasce nel 2005 a San Giuliano Terme, grazie alla volontà di Floridia Benedettini e della famiglia Cerratelli di preservare il patrimonio di oltre 30.000 costumi storici e di scena, raccolti e realizzati dalla casa d’arte fiorentina e dalle centinaia di abiti di haute couture e migliaia di costumi teatrali prodotti in oltre 40 anni di attività dall’Atelier Carnet di Pisa. Questa collezione ha radici profonde: i registri di sartoria (che documentano tutti noleggi dal 1914 al 1995, anno di chiusura della Casa d’Arte Cerratelli), i numerosi manoscritti, le lettere, le note e molti dei documenti di archivio fanno risalire l’origine della sartoria al XIX°sec, in relazione alla Sartoria Teatrale di Oreste Aliandri, che verrà rilevata con tutto il suo patrimonio cartaceo, di costumi e di modelli da Arturo Cerratelli nel 1914. Senza mai fermarsi, nemmeno durante i due conflitti mondiali, Cerratelli riuscì ad ottenere importanti riconoscimenti: ad esempio diventò fornitore dei regi teatri italiani e riuscì ad esportare i propri costumi in tutto il mondo, dal Teatro Colón di Buenos Aires al Metropolitan Opera House di New York e ancora dal Teatro Reale del Cairo ai Grandi teatri dell’U.R.S.S.

 

Il tesoro di questo archivio è costituito dall’interrelazione dei costumi, delle fonti e dei documenti che lo compongono. Studiandone la storia si è in grado di osservare il tramandarsi del lavoro sartoriale da una generazione all’altra, i segreti per la tintura dei tessuti e la scrupolosa realizzazione dei modelli storici che nel tempo sono stati conservati e ripetuti per ricreare vere proprie riproduzioni d’epoca filologicamente ineccepibili tanto da divenire fin da subito un esempio da osservare e da imitare in tutte le sartorie per lo spettacolo.

 

Tra le numerose personalità che hanno frequentato assiduamente la Casa d’Arte Cerratelli possiamo citare alcuni artisti che avevano un forte legame con la famiglia, come Franco Zeffirelli, Eduardo De Filippo, Mauro Bolognini e persino il VII° Presidente della Repubblica Italiana Sandro Pertini. Curioso il fatto che una delle sedi della sartoria fosse in Borgo Pinti, in quella che fu la Bottega di un maestro indiscusso dell’arte, Jean de Boulogne (Giambologna); mentre la sede storica era in via della Pergola a pochi metri dallo celebre teatro del quale Cerratelli era sartoria di riferimento. Cerratelli fu fornitore e promotore di moltissime produzioni del Maggio Musicale Fiorentino contribuendo a renderlo in breve tempo uno dei festival più importanti al mondo.

 

Nel corso della sua lunga attività la sartoria Cerratelli ha avuto la straordinaria fortuna di lavorare con i più grandi maestri della regia del XX sec.: Renato Castellani (Giulietta e Romeo), Eduardo De Filippo (Il NasoFalstaff ), Mauro Bolognini (Aida, Il Duca d’Alba) , Jean-Pierre Ponnelle (Otello, Così fan tutte), Luca Ronconi (Nabucco, Norma), Giorgio Strehler (Il ratto dal serraglio, Fidelio, Santa Giovanna dei Macelli), Luchino Visconti (Troilo e Cressida) e Franco Zeffirelli, del quale la Fondazione conserva innumerevoli produzioni teatrali e cinematografiche (basti pensare ai costumi del Premio Oscar Danilo Donati per Romeo e Giulietta del 1968).

 

Nei locali della sartoria hanno lavorato e lasciato segni indelebili costumisti del calibro di Anna Anni (Maria Stuarda, La Lupa, Mosè, Mefistofele, Il Duca d’Alba, Cavalleria Rusticana, Otello, Giselle, Mirandolina, Coppelia), Aldo Buti (Aida, Norma), Corrado Cagli (Persefone, Indianische Fantasie), Pietro Cascella (Il Castello di Barbablù, Macbeth), Felice Casorati (La Vestale), Veniero Colasanti (El Cid, Caduta dell’Impero Romano, la Traviata, Lohengrin), Lucien Coutaud (Medea), Enrico d’Assia (Aida), Luciano Damiani (Il ratto dal serraglio, Cavalleria Rusticana), Giorgio de Chirico (I Puritani, Don Chisciotte), Danilo Donati (Bisbetica Domata, Romeo e Giulietta, Fratello Sole Sorella Luna), Renato Guttuso (La Giara, Elettra, Chout), Emanuele Luzzati, Mino Maccari (Il Nasoil Giasone), Odette Nicoletti (Le zite’n galera, Adriano in Siria), Mimmo Paladino (Tosca), Pier Luigi Pizzi (Orlando, Alceste, Nabucco, Maria Stuarda, Attila), Alberto Savinio (Armida) Gino Carlo Sensani (Antonio e Cleopatra, Tirsi e Clori, l’Incoronazione di Poppea), Piero Tosi (Euridice) solo per citare i più famosi.

 

L’Archivio Cerratelli ha a disposizione una biblioteca con centinaia di testi internazionali sulla Storia del Costume, materiale cartaceo (registri, lettere, bozzetti) che ricostruisce l’enorme lavoro di oltre cento anni di attività della Casa d’Arte Cerratelli oltre alla collezione dall’Atelier Carnet di Pisa di Benedettini Floridia con migliaia di abiti storici risalenti al XVIII° sec. e di haute couture.

 

Dal 2005 a oggi la Fondazione Cerratelli opera con le sue attività espositive e di ricerca in tutto il mondo collaborando con diverse realtà universitarie e operando attivamente tra la città di Pisa e Villa Roncioni (San Giuliano Terme).